Autismo, talento e lavoro
- Renzo Marcato

- 16 mar
- Tempo di lettura: 2 min
L'esperienza di Abile Job
Conosco Luca (nome di fantasia) in un pomeriggio di qualche mese fa. Mi ha contattato lui, è disorientato e vorrebbe capire cosa fare per trovare un lavoro, non un lavoro “qualunque”, ma un’occupazione che gli permetta di svolgere delle attività in cui si senta valorizzato e realizzato.
Mi racconta il suo percorso. Una situazione che risulta piuttosto frequente: storie di insuccessi, bullismo, incomprensioni, fallimenti, smarrimenti.
Incontro spesso persone di talento che non sono così consapevoli di averlo, il talento.
Ma, riconoscere il talento, non sempre è sufficiente per trovare un lavoro. Può essere un inizio.

Nell’ambito delle neurodivergenze e, più nello specifico, nel campo del disturbo dello spettro autistico, sono convinto che la differenza la facciano due elementi più degli altri: la conoscenza e l’esperienza.
La distanza tra il mondo delle imprese e il mondo dell’autismo è dettata prevalentemente dalla non conoscenza reciproca. Da un lato Luca non sa come muoversi in un “territorio” sconosciuto, quello del lavoro, e, dall’altro, l’azienda che incontra Luca non conosce il modo per valorizzare il suo talento.
Si entra in un cortocircuito dal quale sembra complicato uscirne.
Diventa quindi funzionale individuare una figura che svolga un ruolo di mediazione e consenta la realizzazione dell’incontro.
Accompagnare alla conoscenza richiede tempo e, nel contesto che viviamo, vanno tutti di fretta, con il rischio evidente di perdere delle opportunità preziose.
Quando il tempo è utilizzato e non sprecato o, peggio, dimenticato, le cose accadono, le persone si incontrano ed iniziano un percorso insieme: l’esperienza.
È l’esperienza che può consentire di spostare il nostro sguardo, di cambiare punto di vista, di modificarci.
Ho visto molte volte la neurodivergenza e la neurotipicità dissolversi, quasi magicamente, lasciando lo spazio alla bellezza delle persone.
In tutto questo, la collaborazione in “rete”, tra professionisti, famiglie, aziende, è cruciale. Altrimenti non si arriva da nessuna parte e la fatica si raddoppia, si triplica.
La mia società, Abile Job, si occupa di collocamento mirato da quasi 10 anni e cerca di farlo con la cura e il tempo necessari, perché ogni persona è unica.


Commenti